This page sets out how the B.Wine Observatory works. We publish it because standards that are not public are not standards.
Our principles
- We publish nothing we cannot reproduce. If you ask where a number comes from, the answer is a link, a dataset or a documented calculation.
- We publish our limitations. Every report states plainly what its data cannot show.
- We are independent. No producer, consortium, importer or agency funds our research, reviews it before publication, or receives favourable treatment.
- We separate fact from opinion. Reports describe. Analysis argues. We label which is which.
- We correct in public. Errors are fixed with a dated note on the original piece. We never silently change a published figure.
- We do not review wines. We study the business and the consumer, not the bottle.
How our research is made
Every report follows the same sequence: we register the research question and planned analysis before collecting data; we document the population, sampling frame and method; we pilot the instrument before fielding it; we clean and analyse in scripts that can be re-run; and two people independently reproduce every headline figure before publication.
Each report is then reviewed for method and for editorial accuracy before it is published.
What ships with every report
- Executive summary
- Methodology appendix: population, sampling frame, method, sample size, field dates, margin of error, full questionnaire
- A limitations section in plain language
- The anonymised dataset and the analysis script
- Named authors, declared conflicts of interest, and a suggested citation
Sources
We climb to the highest available source: our own data first, then official statistics (ISTAT, ISMEA, OIV, European Commission), then institutional research (Area Studi Mediobanca, Unione Italiana Vini, Nomisma), then company filings and peer-reviewed literature. Where a figure appears in the trade press, we find and cite the underlying release rather than the article.
Independence and funding
The Observatory is funded by its own members. Our research costs are met by the students who carry it out. We receive no funding from wine producers, consortia, distributors or their agencies, and we do not accept sponsorship of any report at any price.
B.Wine, the student association behind the Observatory, may work with commercial partners for its tastings and events. Any such partnership is disclosed publicly, confers no editorial influence, and never extends to our research. Where an interview subject has a commercial relationship with B.Wine, this is stated at the top of the piece. Partners never appear as subjects, examples or case studies in our reports or data notes.
No external party reviews our work before publication.
Ethics
Survey respondents are told who we are, what their data is used for, and that participation is voluntary. Published data is anonymised, and we suppress any cell small enough to identify an individual. We study consumption; we do not promote it.
Corrections
Corrections to published work are listed here, with the date and the nature of the change.
No corrections to date.
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Questa pagina descrive come lavora il B.Wine Observatory. La pubblichiamo perché standard non pubblici non sono standard.
I nostri principi
- Non pubblichiamo nulla che non possiamo riprodurre. Per ogni dato esiste un link, un dataset o un calcolo documentato.
- Pubblichiamo i nostri limiti. Ogni report dichiara con chiarezza ciò che i suoi dati non possono mostrare.
- Siamo indipendenti. Nessun produttore, consorzio, importatore o agenzia finanzia la nostra ricerca, la rivede prima della pubblicazione o riceve trattamenti di favore.
- Distinguiamo i fatti dalle opinioni. I report descrivono. Le analisi argomentano. Segnaliamo sempre quale sia quale.
- Correggiamo in pubblico. Gli errori vengono corretti con una nota datata sull’articolo originale. Non modifichiamo mai un dato pubblicato in silenzio.
- Non recensiamo vini. Studiamo il mercato e il consumatore, non la bottiglia.
Come nasce la nostra ricerca
Ogni report segue la stessa sequenza: registriamo la domanda di ricerca e l’analisi pianificata prima di raccogliere i dati; documentiamo popolazione, campione e metodo; testiamo il questionario prima della rilevazione; puliamo e analizziamo con script riproducibili; e due persone verificano in modo indipendente ogni dato principale prima della pubblicazione.
Fonti
Risaliamo sempre alla fonte più alta disponibile: i nostri dati, poi le statistiche ufficiali (ISTAT, ISMEA, OIV, Commissione Europea), poi la ricerca istituzionale (Area Studi Mediobanca, Unione Italiana Vini, Nomisma), poi bilanci aziendali e letteratura scientifica. Quando un dato compare sulla stampa di settore, citiamo il documento originale e non l’articolo.
Indipendenza e finanziamento
L’Observatory è finanziato dai propri membri. I costi della ricerca sono sostenuti dagli studenti che la realizzano. Non riceviamo finanziamenti da produttori, consorzi, distributori o loro agenzie, e non accettiamo la sponsorizzazione di alcun report a nessun prezzo.
B.Wine, l’associazione studentesca da cui nasce l’Observatory, può collaborare con partner commerciali per degustazioni ed eventi. Ogni collaborazione di questo tipo è dichiarata pubblicamente, non conferisce alcuna influenza editoriale e non si estende mai alla ricerca. Quando un intervistato ha un rapporto commerciale con B.Wine, questo viene dichiarato in apertura dell’articolo. I partner non compaiono mai come soggetti, esempi o casi di studio nei nostri report.
Nessun soggetto esterno rivede il nostro lavoro prima della pubblicazione.
Etica
Ai rispondenti dei nostri sondaggi diciamo chi siamo, a cosa servono i loro dati e che la partecipazione è volontaria. I dati pubblicati sono anonimizzati e sopprimiamo ogni cella abbastanza piccola da identificare una persona. Studiamo il consumo; non lo promuoviamo.